| Scena Quarta CONTE (fuori della porta) Perché è chiusa? CONTESSA Il mio sposo, oh Dei! Son morta! Voi qui senza mantello! In quello stato! Un ricevuto foglio… la sua gran gelosia! CONTE (con più forza) Cosa indugiate? CONTESSA Son sola… anzi son sola… CONTE E a chi parlate? CONTESSA A voi… certo… a voi stesso… CHERUBINO (tra sè) Dopo quel ch’è successo, il suo furore… non trovo altro consiglio! (entra nel gabinetto e chiude la porta; la contessa prende la chiave)) CONTESSA (corre ad aprire al Conte) Ah, mi difenda il cielo in tal periglio! Scena Quinta (La Contessa ed il Conte da cacciatore) CONTE Che novità! Non fu mai vostra usanza di rinchiudervi in stanza! CONTESSA È ver; ma io… io stava qui mettendo… CONTE Via, mettendo… CONTESSA … certe robe…era meco la Susanna … che in sua camera è andata. CONTE Ad ogni modo voi non siete tranquilla. Guardate questo foglio! CONTESSA (Fra sè) Numi! È il foglio che Figaro gli scrisse… (Cherubino fa cadere un tavolino, ed una sedia in gabinetto, con molto strepito.) CONTE Cos’è codesto strepito? In gabinetto qualche cosa è caduta. CONTESSA Io non intesi niente. CONTE Convien che abbiate i gran pensieri in mente. CONTESSA Di che? CONTE Là v’è qualcuno. CONTESSA Chi volete che sia? CONTE Io chiedo a voi… Io vengo in questo punto CONTESSA Ah sì, Susanna … appunto… CONTE Che passò mi diceste alla sua stanza! CONTESSA Alla sua stanza, o qui – non vidi bene… CONTE Susanna! – E donde viene che siete sì turbata? CONTESSA (con un risoluto sforzato) Per la mia cameriera Scena Sesta CONTE Io non so nulla; ma turbata senz’altro… CONTESSA Ah, questa serva più che non turba me turba voi stesso. CONTE È vero, è vero, e lo vedrete adesso. (La Susanna entra per la porta onde uscita, e si ferma vedendo il Conte, che dalla porta del gabinetto sta favellando.) Nº 13. Terzetto CONTE Susanna, or via, sortite, sortite, io così vo’. CONTESSA (al conte, affannata) Fermatevi… sentite… Sortire ella non può. SUSANNA (tra sè) Cos’è codesta lite! Il paggio dove andò! CONTE E chi vietarlo or osa? CONTESSA Lo vieta l’onestà. Un abito da sposa provando ella si sta. CONTE Chiarissima è la cosa: l’amante qui sarà. CONTESSA Bruttissima è la cosa, chi sa cosa sarà. SUSANNA Capisco qualche cosa, veggiamo come va. CONTE Dunque parlate almeno. Susanna, se qui siete… CONTESSA Nemmen, nemmen, nemmeno, io v’ordino: tacete. (Susanna si nasconde entro l’alcova.) SUSANNA Oh cielo, un precipizio, un scandalo, un disordine, qui certo nascerà. CONTESSA E CONTE Consorte mio/mia, giudizio, un scandalo, un disordine, schiviam per carità! CONTE Dunque voi non aprite? CONTESSA E perché degg’io le mie camere aprir? CONTE Ebben, lasciate… l’aprirem senza chiavi… Ehi, gente! CONTESSA Come? Porreste a repentaglio d’una dama l’onore? CONTE È vero, io sbaglio. Posso senza rumore, senza scandalo alcun di nostra gente andar io stesso a prender l’occorrente. Attendete pur qui… ma perché in tutto sia il mio dubbio distrutto anco le porte io prima chiuderò. (chiude a chiave la porta che conduce alle stanze delle cameriere) CONTESSA (tra sè) Che imprudenza! CONTE Voi la condiscendenza di venir meco avrete. (Con affettata ilarità) Madama, eccovi il braccio, andiamo. CONTESSA (con ribrezzo) Andiamo. CONTE (accenna il gabinetto) Susanna starà qui finché torniamo. (Partono.) Scena Settima (Susanna esce dall’alcova in fretta; alla porta del gabinetto; poi Cherubino che esce dal gabinetto) Nº 14. Duettino SUSANNA Aprite, presto, aprite; aprite, è la Susanna. Sortite, via sortite, andate via di qua. (Cherubino esce) CHERUBINO (confuso e senza fiato) Oimè, che scena orribile! Che gran fatalità! (Si accostano ora ad una, ora ad un’altra porta, e le trovano tutte chiuse) SUSANNA di qua, di là. SUSANNA E CHERUBINO Le porte son serrate, che mai, che mai sarà! CHERUBINO Qui perdersi non giova. SUSANNA V’uccide se vi trova. CHERUBINO Veggiamo un po’ qui fuori. (affacciandosi alla finestra che mette in giardino) Dà proprio nel giardino. (facendo moto di saltar giù. Susanna lo trattiene) SUSANNA Fermate, Cherubino! (Torna a guardare, poi si ritira) Fermate per pietà! CHERUBINO (tornando a guardare) ¡Qui perdersi non giova! SUSANNA Fermate. Cherubino! CHERUBINO Mi uccide, se mi trova SUSANNA (trattenendolo sempre) Tropp’alto per un salto, fermate per pietà! CHERUBINO Lasciami, pria di nuocerle nel fuoco volerei. Abbraccio te per lei (si scioglie da Susanna) addio, così si fa. (salta fuori) SUSANNA Ei va a perire, oh Dei! Fermate per pietà; fermate! (Susanna mette un alto grido, siede un momento, poi va al balcone) Oh, guarda il demonietto! Come fugge! È già un miglio lontano. Ma non perdiamoci invano. Entriam nel gabinetto, venga poi lo smargiasso, io qui l’aspetto. (Susanna entra in gabinetto e si chiude dietro la porta) Scena Ottava (La Contessa, il Conte con martello e tenaglia in mano; al suo arrivo esamina tutte le porte) CONTE Tutto è come il lasciai: volete dunque aprir voi stessa, o deggio… (In atto di aprir a forza la porte) CONTESSA Ahimè, fermate; e ascoltatemi un poco. (Il conte getta il martello e la tenaglia sopra una sedia) Mi credete capace di mancar al dover? CONTE Come vi piace. Entro quel gabinetto chi v’è chiuso vedrò. CONTESSA (timida e tremante) Sì, lo vedrete… Ma uditemi tranquillo. CONTE (alterato) Non è dunque Susanna! CONTESSA (sempre timida) No, ma invece è un oggetto che ragion di sospetto non vi deve lasciar. Per questa sera… una burla innocente… di far si disponeva… ed io vi giuro… che l’onor… l’onestà… CONTE (più alterato) Chi è dunque! Dite… l’ucciderò. CONTESSA Sentite! Ah, non ho cor! CONTE Parlate. CONTESSA È un fanciullo… CONTE (come sopra) Un fanciul!… CONTESSA Sì… Cherubino … CONTE (tra sè) E mi farà il destino ritrovar questo paggio in ogni loco! (Forte) Come? Non è partito? Scellerati! Ecco i dubbi spiegati, ecco l’imbroglio, ecco il raggiro, onde m’avverte il foglio. | Escena Cuarta CONDE (al otro lado de la puerta) ¿Por qué está cerrada? CONDESA ¡Mi esposo! ¡Oh Dios! muerta estoy. ¡Vos aquí, sin capa! ¡En este estado! La nota recibida… sus grandes celos… CONDE (elevando la voz) ¿Por qué tardáis? CONDESA Estoy sola…, sí… sola… CONDE ¿Y a quién habláis? CONDESA A vos… ciertamente… a vos mismo… CHERUBINO (aparte) Después de lo sucedido, su furor… ¡no encuentro otra solución! (Cherubino entra en el gabinete y cierra. La condesa coge la llave.) CONDESA (corre a abrir al conde) ¡Me defienda el cielo en tal peligro! Escena Quinta (La condesa y el conde con traje de caza) CONDE ¡Qué novedad! no fue nunca vuestra costumbre encerraros en la habitación. CONDESA Es verdad, pero yo… estaba aquí poniendo… CONDE Vamos, ¿poniendo?… CONDESA …algunos vestidos… estaba conmigo Susana que luego se ha ido a su habitación. CONDE De cualquier modo vos no estáis tranquila; ¡mirad esa nota! CONDESA (para sí) ¡Dioses! ¡Es la nota que Fígaro le escribió!… (Cherubino vuelca una mesita y una silla en el gabinete, con mucho ruido) CONDE ¿Qué estrépito es ése? Algo ha caído en el gabinete. CONDESA Yo no he oído nada. CONDE Pues será que tenéis muchas preocupaciones en la mente. CONDESA ¿De qué? CONDE Allí hay alguien. CONDESA ¿Quién queréis que sea? CONDE A vos lo pregunto… yo llego en este momento. CONDESA Ah, sí, Susana… precisamente… CONDE Me dijisteis que pasó a su habitación. CONDESA A su habitación o ahí, no lo vi bien… CONDE ¡Susana! ¿Y por qué motivo estáis tan turbada? CONDESA (con una sonrisa forzada) Por mi camarera Escena Sexta CONDE Yo no sé nada, pero turbada al fin y al cabo… CONDESA Ah, esta criada más que turbarme a mí os turba a vos mismo. CONDE Es verdad, es verdad y lo veréis ahora. (Susana entra por la puerta por donde salió y ve al conde que está hablando, comprendiendo que ocurre algo, se oculta en la alcoba) Nº 13. Terceto CONDE ¡Susana! Ahora salid, salid, lo ordeno. CONDESA (al conde, inquieta) Deteneos, escuchad, ella no puede salir. SUSANA (aparte) ¿A qué se debe esta pelea? ¿El paje dónde fue? CONDE ¿Y quién impedirlo osa? CONDESA Lo impide la honestidad. Un traje de novia se está ella probando. CONDE Clarísima está la cosa, el amante aquí estará. CONDESA Feísima esta la cosa quién sabe qué pasará. SUSANA Entiendo alguna cosa, veamos como va. CONDE Pues hablad al menos, ¡Susana si estáis ahí! CONDESA Tampoco, tampoco, tampoco, yo os ordeno: callad. (Susana se oculta en la alcoba) SUSANA ¡Oh, cielos!, un precipicio un escándalo, un desorden aquí cierto nacerá.. CONDESA Y CONDE ¡Consorte mío/mía, juicio!, Un escándalo, un desorden evitemos, por caridad. CONDE Entonces, ¿no abrís? CONDESA ¿Y por qué debo mis habitaciones abrir? CONDE Bien, dejad… abriremos sin llaves… ¡Eh, gente! CONDESA ¿Como?, ¿pondríais en peligro el honor de una dama? CONDE Es verdad, me equivoco puedo sin ruido, sin escándalo alguno para nuestra gente, ir yo mismo a coger lo necesario. Aguardad aquí… pero para que en todo quede mi duda destruida antes cerraré las puertas. (Cierra con llave la puerta que conduce a las habitaciones de las criadas.) CONDESA (aparte) ¡Qué imprudencia! CONDE Vos tendréis la condescendencia de venir conmigo, (Fingiendo alegría) señora, he aquí el brazo ¡vamos! CONDESA (con espanto) ¡Vamos! CONDE (señala el gabinete) Susana estará ahí hasta que volvamos. (Salen) Escena Séptima (Susana sale rápidamente de su escondite, y va a la puerta del gabinete; después Cherubino sale del gabinete) Nº 14. Dueto SUSANA Abre, rápido, abre, abre soy Susana; rápido, sal de ahí, ven, y vete rápido de aquí… (Cherubino sale) CHERUBINO (confuso y muy asustado) ¡Ay de mí, qué horrible escena! ¡Qué gran fatalidad! (Se aproxima a las puertas y las encuentra todas cerradas.) SUSANA ¡Por aquí! ¡por allá! SUSANA Y CHERUBINO Las puertas están cerradas, ¿qué va a suceder? CHERUBINO Es preciso no perder la cabeza. SUSANA ¡Os mata si os encuentra! CHERUBINO Veamos aquí fuera. (asomándose a lo ventana que da al jardín) Da justo en el jardín. (Quiere saltar abajo. Susana lo retiene) SUSANA ¡Deténte, Cherubino! (Vuelve a mirar, después se retira espantada) Deténte, deténte, por piedad. CHERUBINO (volviendo a mirar) ¡Es preciso no perder la cabeza! SUSANA ¡Deténte, Cherubino! CHERUBINO Me mata si me encuentra. SUSANA (siempre reteniéndolo) Demasiado alto para un salto… …deténte, por piedad! CHERUBINO …¡Déjame! Antes de dañarla, al fuego me lanzaría. Te abrazo a ti por ella, (Se suelta de Susana) ¡adiós! ¡Así se hace! (Salta por la ventana.) SUSANA ¡Va a perecer, oh Dios! ¡Deténte, por piedad! ¡Deténte! (Susana tras dar un grito, se sienta; después vuelve a la ventana.) ¡Oh, mira el diablillo cómo huye! Está ya a una legua. Pero no perdamos el tiempo, entremos en el gabinete. Que venga ahora ese bocazas, yo aquí le espero. (Susana entra en el gabinete y cierra la puerta tras de sí) Escena Octava (Entran la condesa y el conde con un martillo y unas tenazas en la mano. Él examina todas las puertas.) CONDE Todo está como lo dejé. Queréis abrir vos misma o debo… (Él quiere forzar la puerta) CONDESA ¡Ay de mí! Deteneos y escuchadme un momento. (dejando el martillo y las tenazas sobre una silla) ¡Me creéis capaz de faltar al deber? CONDE Como gustéis. Quiero ver quién está encerrado dentro de este gabinete CONDESA (temblando de miedo) Sí, lo veréis, pero escuchadme tranquilo. CONDE (alterado) ¡Así que no es Susana! CONDESA (tímidamente) No, pero en su lugar hay un objeto que motivos de sospecha no os debe dar; para esta noche… una burla inocente… se estaba preparando… y os juro… que el honor… la honestidad… CONDE (más alterado) ¿Quién es entonces? ¡decid!… ¡lo mataré! CONDESA Escuchad… Ah, no tengo valor… CONDE ¡Hablad! CONDESA Es un chiquillo… CONDE (como antes) ¿Un chiquillo?.. CONDESA Sí… Cherubino… CONDE (aparte) ¡Y me hará el destino encontrar a este paje en todas partes! (En voz alta) ¿Cómo?, ¿no se ha ido? ¡Desgraciados! He aquí las dudas explicadas, el embrollo. He aquí el engaño de que me advertía la carta! |