ARIAS DE VERDI EN VERSIÓN INSTRUMENTAL
Lo que define a un aria de ópera es sin duda la voz, esto está claro, pero hoy vamos a escuchar algunas arias famosas de Giuseppe Verdi en versión instrumental, tal vez descubramos sonoridades y pasajes que nos resulten nuevos, precisamente por estar siempre más pendientes de la voz que de la música que la acompaña. De cualquier forma, ésto sólo pretende ser un divertimento, una nueva forma de escuchar ópera y para quien se atreva, poner la voz, puesto que dejamos el texto.
En primer lugar, escuchamos Caro nome, de la ópera Rigoletto.
Gualtier Maldè…nome di lui sì amato scolpisciti nel core innamorato!
Caro nome che il mio cor
festi primo palpitar,
le delizie dell’amor
mi dêi sempre rammentar!
Col pensiero il mio desir
a te ognora volerà,
e pur l’ ultimo sospir,
caro nome, tuo sarà.
Ahora la difícil aria Ave María de la ópera Otello.
Ave Maria, piena di grazia, eletta
Fra le spose e le vergini sei tu,
Sia benedetto il frutto, o benedetta,
Di tue materne viscere, Gesù.
Prega per chi adorando a te si prostra,
Prega nel peccator, per l’innocente,
E pel debole oppresso e pel possente,
Misero anch’esso, tua pietà dimostra.
Prega per chi sotto l’oltraggio piega
La fronte e sotto la malvagia sorte;
Per noi, per noi tu prega, prega
Sempre e nell’ora della morte nostra,
Prega per noi, prega per noi, prega.
Ave Maria . . .
Otra gran aria, se trata del aria de la princesa de Eboli, Tu che la vanità, de la ópera Don Carlo.
Tu che la vanità conoscesti del mondo
E godi nell’avel il riposo profondo,
Se ancor si piange in cielo,
piangi sul mio dolor,
E porta il pianto mio al trono del Signor.
Si! Carlo qui verrà!
che parta e scordi ormai,
A Posa di vegliar sui giorni suoi giurai,
Ei segua il suo destin,
la gloria il traccerà,
Per me, la mia giornata a sera è giunta già!
Francia, nobil suol,
si caro ai miei verd’anni!
Fontainebleau!
ver voi schiude il pensier i vanni.
Eterno giuro d’amor
là Dio da me ascoltò,
E quest’eternità un giorno sol durò.
Tra voi, vaghi giardin
di questa terra ibéra,
Se Carlo ancor dovrà fermare i passi a sera
Che le zolle, i ruscelli, i fonti,
i boschi, i fior,
Con le lor armonie cantino il nostro amor.
Addio, bei sogni d’or, illusion perduta!
Il nodo si spezzò, la luce è fatta muta!
Addio, verd’anni ancor!
cedendo al duol crudel,
Il core ha un sol desir: la pace dell’avel!
Tu che le vanità conoscesti del mondo
E godi nell’avel d’un riposo profondo,
Se ancor si piange in cielo,
piangi sul mio dolor,
E il tuo col pianto mio reca a’ piè del
Signor.
Nuevamente de Otello la famosa aria Era Più Calma… Piangea Cantando.
Piangea cantando nell’erma landa, piangea la mesta.
O Salce! Salce! Salce!
Sedea chinando sul sen la testa!
Salce! Salce! Salce!
Cantiamo! Cantiamo!
Il salce funebre sarà la mia ghirlanda.
Scendean l’augellia voldai rami cupi verso quel dolce canto.
E gli occhi suoi piangean tanto, tanto,
Da impietosir le rupi.
Riponi quest’anello.
Povera Barbara!
Solea la storia conquesto semplice suono finir.
E gli era nato per la sua gloria
Io per amarlo e per morire
Cantiamo! Cantiamo!
Salce! Salce! Salce!
Emilia, addio.
Come m’ardon le cigia!
È presagio di pianto.
Buona notte.
Ah! Emilia, Emilia, addio,
Emilia, addio!
